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	<title>Medicina Archivi - Duallia</title>
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	<description>Dualmente bene</description>
	<lastBuildDate>Sun, 25 Oct 2020 14:03:01 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Relazione scientifica di Antoxy-Gold a cura del Dott. Daniele Mei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gestoresito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 14:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito alla definitiva comprensione dell’impatto della nutrizione sulla salute.  L’ossidazione dei lipidi, degli acidi nucleici o delle proteine è coinvolta nel processo di invecchiamento e nell’eziopatogenesi di alcune malattie croniche come i tumori, le patologie cardiovascolari, la cataratta, la degenerazione maculare correlata all’età.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://duallia.com/relazione-scientifica-di-antoxy-gold-a-cura-del-dott-daniele-mei/">Relazione scientifica di Antoxy-Gold a cura del Dott. Daniele Mei</a> proviene da <a href="https://duallia.com">Duallia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" class="sharethis-inline-share-buttons" ></div><p>Negli ultimi anni abbiamo assistito alla definitiva comprensione dell’impatto della nutrizione sulla salute.<a href="#_edn1" name="_ednref1">[i]</a> L’ossidazione dei lipidi, degli acidi nucleici o delle proteine è coinvolta nel processo di invecchiamento e nell’eziopatogenesi di alcune malattie croniche come i tumori, le patologie cardiovascolari, la cataratta, la degenerazione maculare correlata all’età.<a href="#_edn2" name="_ednref2">[ii]</a> La “free radical theory of aging” proposta da Harnan<a href="#_edn3" name="_ednref3">[iii]</a> ha aperto la strada alla ricerca del potenziale ruolo delle sostanze ad attività antiossidante come farmaci curativi o di prevenzione.<a href="#_edn4" name="_ednref4">[iv]</a> I risultati dell’impiego di questi elementi ha dimostrato di avere un impatto significativo su una serie di parametri biologici e sulla sopravvivenza<a href="#_edn5" name="_ednref5">[v]</a>; gli antiossidanti, infatti, sono sostanze che inibiscono o ritardano i processi di ossidazione. Antiossidanti possono essere di natura non enzimatica (p.e. acido urico, glutatione, bilirubina, tioli, albumina e fattori nutrizionali come vitamine e fenoli) ed enzimatica (p.e. la superossido-dismutasi, glutatione per ossidasi e la catalasi). Nel soggetto normale, gli antiossidanti limitano l’attività ossidante delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) ma circa il 1% di queste ultime sfuggono ai sistemi di controllo provocando un danno tissutale causa del processo di invecchiamento.<sup>v</sup> La più importante sorgente di antiossidanti è rappresentata dalle sostanze nutritive (tabella 1).<sup>v</sup></p>
<p><strong>Tabella 1. Origine dei più comuni antiossidanti di origine alimentare (lista non completa)<sup>v (modificata)</sup></strong></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Sostanza</strong></td>
<td><strong>Composto</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Vitamine</td>
<td><a href="http://www.duallia.com/blog/2_luteina.html">Vitamina C, Vitamina E, <em>β</em>-carotene e altri carotenoidi (luteina)</a></td>
</tr>
<tr>
<td>Elementi in tracce</td>
<td><a href="http://www.duallia.com/content/18-selenio">Rame, manganese, zinco, selenio</a></td>
</tr>
<tr>
<td>Di origine zoochimica</td>
<td><a href="http://www.duallia.com/content/8-coq10">Coenzima Q<sub>10</sub></a></td>
</tr>
<tr>
<td>Di origine fitochimica</td>
<td><a href="http://www.duallia.com/content/12-trans-resveratrolo">Isoflavoni, flavonoidi, polifenoli, catechine</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Gli elementi in traccia rame (Cu), selenio (Se), manganese (Mn), e zinco (Zn) sono componenti essenziali dei sistemi antiossidanti endogeni come componente strutturale degli enzimi presenti nel citoplasma, sulle creste mitocondriali o nel plasma: Cu-Zn superossido dismutasi, e catalasi (Cu), Mn-superossido dismutasi e altri tipi di glutatione perossidasi (Se). Gli antiossidanti di origine alimentare agiscono attraverso differenti meccanismi: (1) neutralizzano direttamente i ROS, (2) riducono le concentrazioni di perossido e riparano le membrane ossidate, (3) eliminano il ferro per diminuire la produzione dei ROS, (4) attraverso il metabolismo dei lipidi, gli acidi grassi liberi e gli esteri del colesterolo neutralizzano i ROS.<a href="#_edn1" name="_ednref1">[1]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché la necessità di un reintegratore degli elementi ad azione antiossidante</strong></p>
<p>Il cambiamento delle abitudini alimentari della popolazione dell’emisfero occidentale registrato negli ultimi anni e le tecniche di agricoltura intensiva hanno contribuito a creare un rischio di deficit nutrizionale per le vitamine e micronutrienti cui la popolazione è esposta; infatti, uno studio di circa 15 anni orsono ha mostrato come il 30-40% della popolazione con un buono stato di salute presentasse un deficit in micronutrienti.<a href="#_edn2" name="_ednref2">[2]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dati presenti in letteratura sull’efficacia dell’implementazione dei micronutrienti</strong></p>
<p>Sono state oggetto di studio diverse condizioni fisiologiche come la gravidanza e patologiche come la patologia cardiovascolare, le patologie oculari età-relate e le neoplasie.</p>
<p>È ben nota la necessità di integrare durante la gravidanza il ferro e i folati per prevenire l’anemia e le anomalie del tubo neurale, le vitamine E e C per prevenire la pre-eclampsia e il parto pretermine, la vitamina A e il <em>β</em>-carotene per ridurre la mortalità materna.<a href="#_edn3" name="_ednref3">[3]</a></p>
<p>La cataratta e altre patologie oculari età-relate sono conseguenti al danno ossidativi; uno studio caso-controllo su una popolazione di 55-81 anni, stratificata in base alla gravità della patologia oculare, ha mostrato come il gruppo trattato con vitamine A e C, <em>β</em>-carotene e zinco ad alte dosi abbia un minor rischio di mortalità rispetto al placebo.<a href="#_edn4" name="_ednref4">[4]</a></p>
<p>Per quanto riguarda l’integrazione orale di micronutrienti e patologia neoplastica, esistono risultati positivi su indice di mortalità ed incidenza di tumori<a href="#_edn5" name="_ednref5">[5]</a>, in particolare su tumore della prostata<a href="#_edn6" name="_ednref6">[6]</a> e del colon.<a href="#_edn7" name="_ednref7">[7]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Caratteristiche dei principi attivi</strong></p>
<p>L’antiossidante <a href="http://www.duallia.com/integratori/8-antoxy-gold.html">Antoxy-Gold </a>è composto dai seguenti micronutrienti con corrispondenti dosaggi:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.duallia.com/content/8-coq10">CoQ 10 (25 mg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/content/11-opc-da-corteccia-di-pino-marittimo">OPC da corteccia di Pino Marittimo (80 mg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/content/12-trans-resveratrolo">Trans-resveratrolo (10 mg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/blog/6_.html">N-Acetilcisteina (50 mg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/blog/2_luteina.html">Luteina (3 mg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/content/15-astaxantina-naturale">Astaxantina naturale (2,5 mg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/content/16-quercetina">Quercetina (70 mg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/content/18-selenio">Selenio(25 mcg)</a></li>
<li><a href="http://www.duallia.com/blog/5_.html">Rosa Canina E.S. (40 mg)</a>&nbsp;</li>
</ul>
<p><a href="http://www.duallia.com/content/8-coq10"><strong><em>Coenzima Q<sub>10</sub></em></strong></a></p>
<p>Componente presente nelle cellule viventi. È un importante cofattore nel processo di sintesi dell’ATP e svolge un importante ruolo nel sistema antiossidante endogeno. Ampiamente utilizzato come supplemento alla dieta quotidiana, ha una bassa tossicità e non induce eventi avversi gravi nella razza umana; inoltre, la sua integrazione non influenza la biosintesi di CoQ<sub>9</sub>/CoQ<sub>10</sub> né induce un suo accumulo nel plasma o nei tessuti. <a href="#_edn8" name="_ednref8">[8]</a></p>
<p>Il miglioramento del metabolismo energetico è alla base degli effetti benefici nei soggetti con patologia cardiaca; inoltre, la sua attività antiossidante è responsabile della sua attività vasodilatatoria e di fattore inibinte i processi di eterogenesi. Gli effetti positivi della sua assunzione a livello clinico si manifestano nei pazienti con insufficienza cardiaca, coronaropatia e ischemia del miocardio.<a href="#_edn9" name="_ednref9">[9]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.duallia.com/content/11-opc-da-corteccia-di-pino-marittimo"><em><strong>OPC da corteccia di Pino Marittimo</strong> </em></a></p>
<p>OPC da corteccia di Pino Marittimo è un composto di procianidine e acidi fenolici. Quando somministrato per via orale è privo di tossicità acuta e cronica ed induce una bassa percentuale di eventi indesiderati. Gli studi clinici indicano che l’OPC è efficace nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica e nelle microemorragie retiniche. Esercita la sua azione antiossidante in diversi sistemi cellulari attraverso l’induzione della sintesi di enzimi ad azione antiossidante e attraverso un’azione diretta di scavenger dei ROS. Dal punto di vista clinico, antagonizza la vasocostrizione indotta da adrenalina e noradrenalina grazie ad un’incremento dell’attività dell’ossido nitrico sintetasi. L’azione di miglioramento nel ridurre il dolore addominale in fase mestruale e determinata dall’azione spasmolitica di cui sono dotati alcuni suoi acidi fenolici.<a href="#_edn10" name="_ednref10">[10]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><a href="http://www.duallia.com/content/12-trans-resveratrolo">Resveratrolo</a></em></strong></p>
<p>Il resveratrolo (trans-resveratrolo) è una delle fitoalessine prodotte naturalmente da parecchie piante appartenente alla sottoclasse degli stilbeni. Dal punto di vista clinico ha un’azione su diversi organi e sistemi. Un’azione antiaterogenica le è conferita dalla protezione che fornisce dalla ossidazione delle LDL, dall’inibizione dell’aggregazione piastrinica, dall’azione ipocolesterolemizzante e ipolipidemizzante. Gli effetti sul sistema cardiovascolare sono basati sull’azione vasodilatatrice mentre effetti immunomodulatori ed antiinfiammatori sono conseguenti all’inibizione della ciclossigenasi dose-dipendente. Il resveratrolo si è dimostrato efficace anche nella terapia dei tumori poiché è in grado di rallentare la proliferazione cellulare e di inibire i processi di angiogenesi.<a href="#_edn11" name="_ednref11">[11]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><a href="http://www.duallia.com/blog/6_.html">N-Acetilcisteina</a></em></strong></p>
<p>L’attività antiossidante del N-acetilcisteina si esplica principalmente perchè questo composto rappresenta la principale fonte della cisteina, uno dei principali aminoacidi costituenti la glutatione. La somministrazione di glutatione non è possibile per via orale a causa dell’elevato metabolismo di primo passaggio.<a href="#_edn12" name="_ednref12">[12]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><a href="http://www.duallia.com/blog/2_luteina.html">Luteina</a></em></strong></p>
<p>La cataratta, il glaucoma e la degenerazione maculare età-relata sono patologie che hanno tra i fattori di rischio l’obesità, il fumo di sigaretta e inadeguato stato antiossidante. L’impiego di antiossidanti e agenti anti-infiammatori potrebbero prevenire o rallentare la progressione di queste malattie. Tale ipotesi è supportata dai risultati di trial clinici come la luteina che ha ridotto il rischio di cataratta in donne sane in età postmenopausale e un miglioramento delle caratteristiche cliniche della degenerazione maculare in soggetti che ne erano affetti.<a href="#_edn13" name="_ednref13">[13]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><a href="http://www.duallia.com/content/15-astaxantina-naturale">Astaxantina naturale</a></em></strong></p>
<p>È una xantofilla, appartenente alla famiglia dei carotenoidi. Agisce come antiossidante mantenendo il mitocondrio nella sua forma ridotta sia in condizioni basali che sotto stress ossidativi<a href="#_edn14" name="_ednref14">[14]</a>. Questo meccanismo d’azione le conferisce attività anti-infiammatorie, anti-ipertensive e neuroprotettive dimostrandosi efficace nel trattamento delle neoplasie, del diabete, del sistema immunitario e delle patologie oculari.<a href="#_edn15" name="_ednref15">[15]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><a href="http://www.duallia.com/content/16-quercetina">Quercetina</a></em></strong></p>
<p>Bioflavonoide, appartenente alla clase dei flavonoli ha caratteristiche di fitoestrogeno. Tra gli effetti biologici di particolare rilevanza si devono segnalare gli effetti anti-ipertensivi, antitrombotici e anti-infiammatori mediati dall’inibizione delle citochine e dell’ossido nitrico; è dotata inoltre di attività anti-infettiva e immunomodulatoria.<a href="#_edn16" name="_ednref16">[16]</a></p>
<p><a href="http://www.duallia.com/content/18-selenio"> </a></p>
<p><a href="http://www.duallia.com/content/18-selenio"><strong><em>Seleni</em><em>o</em></strong></a></p>
<p>L’attività del selenio si esplica come componente strutturale di alcune selenioproteine facenti parte dei sistemi antiossidanti endogeni, del metabolismo degli ormoni tiroidei e dello stato di riduzione della vitamina C. Per tali motivi la sua supplementazione si è dimostrata efficace nel trattamento dell’ipertensione, della patologia cardiovascolare e del diabete mellito.<a href="#_edn18" name="_ednref18">[18]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em><a href="http://www.duallia.com/blog/5_.html">Rosa Canina E.S.</a></em></strong></p>
<p>Sorgente naturale più concentrata in vitamina C, la Rosa Canina è dotata di una potente attività anti-infiammatoria e antinocicettiva con una inibizione della cicloossigenasi 1 e 2. Si è dimostrata efficace nel ridurre il dolore in soggetti affetti da osteoartrite.<a href="#_edn19" name="_ednref19">[19]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Novità</strong></p>
<p>L’antiossidante <a href="http://www.duallia.com/integratori/8-antoxy-gold.html">Antoxy-Gold </a>è innovativo in quanto rappresenta la corretta miscela dei più importanti elementi ad azione antiossidante presenti in natura, tutti contenuti in un’unica compressa, in rapporti ben definiti e a dosaggi non tossici e non in grado di generare eventi avversi di tipo grave. Elemento fondamentale, anche alla luce del contenimento dei costi, è l’utilizzo di N-acetilcisteina in luogo del glutatione che non viene assorbito quando somministrato per via orale.</p>
<p><strong>Di seguito l&#8217;analisi di<a href="http://www.duallia.com/integratori/8-antoxy-gold.html"> Atoxy-Gold </a>effettuata dall&#8217;università di Bologna, dipartimento di scienze farmaceutiche:</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.duallia.com/img/cms/immagini%20articoli/Risultati_AntoxyGold.jpg" alt="" width="700" height="964" /></p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<h6><a href="#_ednref1" name="_edn1">[i]</a> B. Caballero, Fortification, supplementation, and nutrient balance, Eur J Clin Nutr 57 (2003) (Suppl 1), pp. S76–S78.</h6>
<h6><a href="#_ednref2" name="_edn2">[ii]</a> The role of oxidative stress in the pathogenesis of age-related macular degeneration. Beatty S, Koh H, Phil M, Henson D, Boulton M.Surv Ophthalmol. 2000 Sep-Oct;45(2):115-34.</h6>
<h6><a href="#_ednref3" name="_edn3">[iii]</a> S.T. Mayne, Antioxidant nutrients and chronic disease: use of biomarkers of exposure and oxidative stress status in epidemiologic research, J Nutr 133 (2003) (Suppl 3), pp. 933S–940S.</h6>
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<h6><a href="#_ednref3" name="_edn3">[3]</a> J. Villar, M. Merialdi and A.M. Gulmezoglu et al., Nutritional interventions during pregnancy for the prevention or treatment of maternal morbidity and preterm delivery: an overview of randomized controlled trials, J Nutr 133 (2003) (5 Suppl 2), pp. 1606S–1625S.</h6>
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<h6><a href="#_ednref5" name="_edn5">[5]</a> <a href="http://www.suvimax.org/">www.suvimax.org</a></h6>
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<h6><a href="#_ednref9" name="_edn9">[9]</a> Role of coenzyme Q10 (CoQ10) in cardiac disease, hypertension and Meniere-like syndrome.Kumar A, Kaur H, Devi P, Mohan V.Pharmacol Ther. 2009 Jul 25.</h6>
<h6><a href="#_ednref10" name="_edn10">[10]</a> A review of the French maritime pine bark extract (Pycnogenol), a herbal medication with a diverse clinical pharmacology.Rohdewald P. Int J Clin Pharmacol Ther. 2002 Apr;40(4):158-68.</h6>
<h6><a href="#_ednref11" name="_edn11">[11]</a> Resveratrol in prevention and treatment of common clinical conditions of aging.Markus MA, Morris BJ.Clin Interv Aging. 2008;3(2):331-9.</h6>
<h6><a href="#_ednref12" name="_edn12">[12]</a> N-acetylcysteine for antioxidant therapy: pharmacology and clinical utility.Dodd S, Dean O, Copolov DL, Malhi GS, Berk M.Expert Opin Biol Ther. 2008 Dec;8(12):1955-62.</h6>
<h6><a href="#_ednref13" name="_edn13">[13]</a> Lutein and zeaxanthin and their potential roles in disease prevention.Ribaya-Mercado JD, Blumberg JB.J Am Coll Nutr. 2004 Dec;23(6 Suppl):567S-587S.</h6>
<h6><a href="#_ednref14" name="_edn14">[14]</a> <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19423317?ordinalpos=1&amp;itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_DefaultReportPanel.Pubmed_RVDocSum">Astaxanthin protects mitochondrial redox state and functional integrity against oxidative stress.</a>Wolf AM, Asoh S, Hiranuma H, Ohsawa I, Iio K, Satou A, Ishikura M, Ohta S. J Nutr Biochem. 2009 May 6.</h6>
<h6><a href="#_ednref15" name="_edn15">[15]</a> Astaxanthin, a carotenoid with potential in human health and nutrition.Hussein G, Sankawa U, Goto H, Matsumoto K, Watanabe H.J Nat Prod. 2006 Mar;69(3):443-9.</h6>
<h6><a href="#_ednref16" name="_edn16">[16]</a> Quercetin: potentials in the prevention and therapy of disease.Bischoff SC.Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2008 Nov;11(6):733-40.</h6>
<h6><a href="#_ednref18" name="_edn18">[18]</a> The role of selenium in chronic disease. Boosalis MG. Nutr Clin Pract. 2008 Apr-May;23(2):152-60.</h6>
<h6><a href="#_ednref19" name="_edn19">[19]</a> Does the hip powder of Rosa canina (rosehip) reduce pain in osteoarthritis patients?&#8211;a meta-analysis of randomized controlled trials. Christensen R, Bartels EM, Altman RD, Astrup A, Bliddal H. Osteoarthritis Cartilage. 2008 Sep;16(9):965-72.</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Non riesco a dimagrire&#8230;..gli ormoni tiroidei</title>
		<link>https://duallia.com/non-riesco-a-dimagrire-gli-ormoni-tiroidei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gestoresito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 13:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella chimica metabolica del corpo umano dosi fisiologiche di ormoni tiroidei stimolano direttamente i processi anabolici, mentre alte dosi di ormoni tiroidei sono causa dell’aumento dei processi catabolici.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" class="sharethis-inline-share-buttons" ></div><p>Nella chimica metabolica del corpo umano dosi fisiologiche di ormoni tiroidei stimolano direttamente i processi anabolici, mentre alte dosi di ormoni tiroidei sono causa dell&rsquo;aumento dei processi catabolici.<br /> Scopriamo in questo articolo come mai alcune persone nonostante molto allenamento e riduzione delle calorie nella propria dieta non riescono proprio a dimagrire capendo meglio gli effetti metabolici degli&nbsp;ormoni tiroidei&nbsp;sul nostro corpo.</p>
<p>Il consumo di ossigeno e la produzione di calore sono direttamente proporzionali alla produzione degli ormoni tiroidei, una variazione in negativo o in positivo di questi ormoni determina un aumento o una diminuzione del consumo di ossigeno ed influenza un aumento o un abbassamento del calore (temperatura corporea); ne deriva che il metabolismo generale dell&rsquo;organismo e lo stesso metabolismo basale sono controllati direttamente dalla tiroide.</p>
<p>Nel tempo e con innumerevoli studi si &egrave; riusciti a dimostrare che, a livello metabolico, se avviene un innalzamento degli ormoni tiroidei (IPERTIRODISMO) fisiologicamente la sintesi proteica resta in parte compromessa ovvero si ha un aumento del catabolismo proteico con conseguente bilancio azotato negativo (i muscoli tendono ad atrofizzarsi e a livello osseo la matrice proteica diminuisce con evidente mobilizzazione di calcio).</p>
<p>A livello intestinale, sempre in una condizione d&rsquo;ipertiroidismo, si ha un aumento dell&rsquo;assorbimento di glucosio, infatti, la tiroide ha una grossa influenza sul metabolismo degli zuccheri; gli ormoni tiroidei potenziano l&rsquo;azione dell&rsquo;insulina a favore dell&rsquo;utilizzazione di glucosio a livello muscolare e sinergizzano l&rsquo;azione glicogenolitica e iperglicemizzante delle catecolamine.</p>
<p>Nel metabolismo lipidico gli ormoni tiroidei hanno funzioni molto complesse che possiamo distinguere in: &nbsp;</p>
<p>-sintesi</p>
<p>-mobilizzazione</p>
<p>-catabolismo</p>
<p>Quando aumentano a livello ematico gli ormoni tiroidei, si ottiene un&rsquo;azione catabolica dei lipidi, infatti, in questo caso si hanno una distruzione ed un depauperamento delle riserve lipidiche (anche le pi&ugrave; vecchie) con perdita del grasso corporeo; al contrario quando i livelli tiroidei sono sotto la norma prevale la sintesi e la deposizione dei grassi.</p>
<p>Alcune persone nonostante interminabili sedute di allenamento in palestra e la drastica riduzione delle calorie introdotte con l&rsquo;alimentazione non riescono a dimagrire neppure di un solo grammo; spesso allenatori ed istruttori si accaniscono sempre di pi&ugrave; infliggendo regimi dietetici impossibili e torture vere e proprie quando basterebbe valutare l&rsquo;efficienza tiroidea di queste persone, vi suona strano&hellip;&hellip;?<br />Ebbene s&igrave; se la vostra tiroide non funziona correttamente potreste andare incontro a situazioni come quelle sotto elencate:</p>
<p><strong>IPOTIROIDISMO:</strong> ovvero una condizione patologica nella quale si verifica un rallentamento dei processi metabolici che interessa tutti gli organi e gli apparati; &egrave; causata da una scarsa produzione di ormoni tiroidei.</p>
<p>Se questa patologia si verifica nell&rsquo;infanzia e non viene curata alla lunga pu&ograve; portare a dei gravi problemi.</p>
<p>Il nostro corpo cerca di compensare questa mancanza metabolica ipertrofizzando la tiroide e creando il classico &ldquo;gozzo&rdquo; che si pu&ograve; notare sul collo delle persone che soffrono di questa patologia; purtroppo questo &ldquo;rimedio&rdquo; risulta del tutto inutile e nella maggior parte dei casi anche dannoso.</p>
<p>La sintomatologia dell&rsquo;ipotiroidismo causa generalmente :</p>
<p>-sonnolenza continua (nei casi gravi fino al coma)</p>
<p>-rallentamento delle funzioni intellettive</p>
<p>-stanchezza e debolezza cronica</p>
<p>-intolleranza al freddo</p>
<p>-gozzo</p>
<p>-cute fresca e secca</p>
<p>-aumento del peso corporeo</p>
<p>-pallore e anemia</p>
<p>-stipsi</p>
<p>A livello sportivo soffrire anche lievemente di ipotiroidismo comporta un rallentamento del metabolismo basale (gli ormoni tiroidei influenzano direttamente questa funzione) ed alla lunga un inevitabile accumulo di adipe nonostante i continui sforzi per non ingrassare.</p>
<p>Se da tempo vi allenate e siete a dieta, ma non riuscite a dimagrire, valutate con un medico i vostri valori tiroidei ( TSH, T3 e T4) ed il vostro tasso metabolico, solo in questo modo potrete determinare la vostra efficienza nella distruzione del grasso.</p>
<p><strong>IPERTIROIDISMO:</strong> chi soffre di questa condizione avr&agrave; un&rsquo;iperattivit&agrave; metabolica e la sua tiroide produrr&agrave; un&rsquo;eccessiva quantit&agrave; di ormoni tiroidei.</p>
<p>Anche questa patologia se non curata alla lunga produrr&agrave; gravi conseguenze ed un evidente gozzo a met&agrave; collo causando un&rsquo;iperplasia tiroidea che pu&ograve; degenerare in un e vero e proprio tumore da asportare chirurgicamente.</p>
<p>In questo caso la sintomatologia &egrave; esattamente l&rsquo;opposto:</p>
<p>-gozzo</p>
<p>-esoftalmo (piccole lesioni a livello oculare) e altri segni di sofferenza oculare</p>
<p>-tachicardia</p>
<p>-ipertensione</p>
<p>-tremori</p>
<p>-nervosismo</p>
<p>-insonnia</p>
<p>-perdita di peso associata ad aumento dell&rsquo;appetito</p>
<p>-mani calde e umide</p>
<p>-intolleranza al caldo</p>
<p>Questa condizione di iperattivit&agrave; metabolica far&agrave; schizzare alle stelle il vostro metabolismo basale creando cosi un&rsquo;impossibilit&agrave; di riuscire ad aumentare la vostra massa muscolare. Come detto in precedenza sarebbe bene (se dopo svariati tentativi di aumento di peso non vi riesce di crescere neanche di un grammo) effettuare un controllo insieme al medico dei vostri valori tiroidei.<br />Sappiamo tutti benissimo quanto faticoso sia praticare uno sport&nbsp;ponendoci degli obiettivi&nbsp;ed un controllo metabolico &egrave; davvero velocissimo da effettuare: questo vi metter&agrave; nella condizione ideale per raggiungere il vostro obiettivo, sia esso perdere adipe o acquisire nuova massa muscolare.</p></p>
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		<title>Ipertensione arteriosa e attività fisica</title>
		<link>https://duallia.com/ipertensione-arteriosa-e-attivita-fisica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gestoresito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 13:49:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://duallia.com/wordpress/?p=4257</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pressione arteriosa è la "forza" con cui il cuore pompa il sangue per farlo scorrere all'interno dei vasi sanguigni e si esprime in mm/Hg (corrispondenti all'altezza di una colonnina di mercurio che equilibra la pressione misurata). </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" class="sharethis-inline-share-buttons" ></div><p>La pressione arteriosa &egrave; la &#8220;forza&#8221; con cui il cuore pompa il sangue per farlo scorrere all&#8217;interno dei vasi sanguigni e si esprime in mm/Hg (corrispondenti all&#8217;altezza di una colonnina di mercurio che equilibra la pressione misurata).</p>
<p align="justify">Essa dipende dalla forza con cui il cuore si contrae e dalla resistenza che il sangue incontra nei vasi: pi&ugrave; i vasi sono piccoli, o rigidi, pi&ugrave; la pressione &egrave; elevata.</p>
<p align="justify">In genere, la pressione arteriosa si esprime con due valori numerici: il pi&ugrave; alto, detto sistolico, si riferisce alla pressione con cui il cuore spinge il sangue nelle arterie, il secondo, detto diastolico, corrisponde alla pressione di rilascio. La pressione non &egrave; sempre costante: essa &egrave; pi&ugrave; alta al risveglio e diminuisce durante il giorno; aumenta in caso di sollecitazioni fisiche ed emotive e normalmente aumenta con l&#8217;et&agrave;, soprattutto perch&eacute; i vasi perdono elasticit&agrave; (a 20 anni, in media, la pressione &egrave; di 120/80, mentre verso i 60 anni sale a 160/90) (1).</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>L&#8217;IPERTENSIONE&nbsp;</strong>&nbsp;</p>
<p align="justify">Gli individui che soffrono di pressione alta, detta anche ipertensione, presentano una pressione con cui il sangue circola nelle arterie che &egrave; sempre superiore ai valori considerati normali (sistolica maggiore di 140 mmHg; diastolica maggiore di 85-90 mmHg). &Egrave; sufficiente che uno solo dei due valori sia superiore alla norma perch&eacute; si possa parlare di ipertensione. L&#8217;ipertensione &egrave; un fattore di rischio per molte malattie come l&#8217;ictus, la cardiopatia ischemica nelle sue varie forme (principalmente infarto e morte improvvisa), lo scompenso cardiaco (per il quale l&#8217;ipertensione &egrave; un rilevante fattore di rischio), la patologia vascolare in generale (per esempio l&#8217;arteriopatia</p>
<p align="justify">periferica) e l&#8217;insufficienza renale (gli ipertesi hanno pi&ugrave; probabilit&agrave; di andare incontro, negli anni, ad insufficienza renale rispetto ai normotesi). Pi&ugrave; elevati sono i livelli di pressione arteriosa, pi&ugrave; alto &egrave; il rischio di sviluppare le malattie appena citate, indipendentemente dal sesso e dall&#8217;et&agrave; del soggetto. Inoltre, il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, sia in termini di tempo che di probabilit&agrave;, &egrave; legato alla presenza di uno o pi&ugrave; fattori di rischio oltre che alla pressione alta. Recenti studi definiscono l&rsquo;ipertensione arteriosa come il pi&ugrave; frequente disordine cardiovascolare, presente in circa il 20% della popolazione adulta di molti paesi, in Italia la prevalenza della condizione ipertensiva va dal 21% al 25% circa (2).</p>
<p align="justify">In ambito medico sportivo, oltre che per tali aspetti epidemiologici e per la sempre maggiore diffusione dell&rsquo;attivit&agrave; fisica tra la popolazione generale, l&rsquo;ipertensione arteriosa acquista rilevanza in quanto fattore di rischio accertato, soprattutto in soggetti di sesso maschile e di et&agrave; superiore ai 40 anni, di morbilit&agrave; e mortalit&agrave; cardiovascolare.</p>
<p align="justify">Nel 96% dei casi non &egrave; possibile identificare alcuna causa precisa di ipertensione; essa viene perci&ograve; definita essenziale. Nel restante 4%, l&#8217;ipertensione &egrave; legata alla presenza di altre malattie come ad esempio il diabete, lo stress o il fumo.Alcuni individui hanno pi&ugrave; probabilit&agrave; di sviluppare ipertensione come, ad esempio, coloro che hanno genitori ipertesi; coloro che sono in soprappeso sin da giovani; coloro che hanno valori normali di pressione, ma nella fascia alta di normalit&agrave;. Esistono inoltre malattie, come il diabete, che si associano spesso all&#8217;ipertensione e cos&igrave; un individuo diabetico ha pi&ugrave; probabilit&agrave; di sviluppare ipertensione rispetto ad un individuo non diabetico e allo stesso modo un individuo iperteso svilupper&agrave; pi&ugrave; facilmente il diabete. La pressione del sangue, salvo alcuni casi eccezionali, comincia a salire in modo subdolo e all&#8217;inizio non d&agrave; segni di s&eacute;; generalmente l&#8217;ipertensione viene scoperta in modo occasionale durante una normale visita di controllo. Raramente, e se &egrave; gi&agrave; piuttosto grave, l&#8217;ipertensione pu&ograve; provocare mal di testa (cefalea pulsante) nella zona posteriore del capo, vertigini, cio&egrave; senso di instabilit&agrave;, e acufeni, cio&egrave; ronzii nelle orecchie. A volte si possono verificare epistassi (sanguinamento dal naso) e disturbi a carico della vista. L&#8217;ipertensione, a livello cardiaco, pu&ograve; provocare disturbi del ritmo, l&rsquo;ischemia cardiaca (angina o infarto, espressioni di un ridotto apporto di sangue) e l&rsquo;insufficienza cardiaca.</p>
<p align="justify">A livello del cervello, pu&ograve; essere causa di disturbi transitori (TIA &ndash; attacchi ischemici transitori) e di danni permanenti (ictus) alle cellule cerebrali, che non ricevono sangue ed ossigeno a sufficienza. L&#8217;ipertensione pu&ograve; inoltre provocare una lenta perdita di alcune funzioni quali quelle della memoria, dell&#8217;attenzione e dell&#8217;orientamento nello spazio e nel tempo (vasculopatia cerebrale). A livello del rene l&#8217;ipertensione produce una progressiva riduzione della funzione, fino a provocare, in alcuni casi, un&rsquo;insufficienza renale cronica.</p>
<p align="justify">Chi scopre di essere iperteso, quindi, deve sottoporsi ad un&#8217;accurata visita cardiologica, necessaria per valutare lo stato di salute del cuore minacciato dall&#8217;ipertensione, correlata da un elettrocardiogramma e da un ecocardiogramma per evidenziare eventuali ingrandimenti dell&#8217;immagine del cuore.</p>
<p align="justify">Un esame dei vasi della retina (esame del fundus, non invasivo) pu&ograve; segnalare eventuali danni ai vasi cerebrali. L&#8217;ipertensione deve sempre essere tenuta sotto controllo.</p>
<p align="justify">Un&#8217;alimentazione equilibrata e uno stile di vita globalmente pi&ugrave; sano possono bastare, di solito, per le ipertensioni iniziali. Quando il problema &egrave; pi&ugrave; grave si deve iniziare un trattamento farmacologico anti-ipertensivo pi&ugrave; appropriato. Oggi il trattamento antipertensivo si avvale di una grande quantit&agrave; di classi farmacologiche tra cui le maggiori e pi&ugrave; usate sono:&nbsp;&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<div align="left">I diuretici e gli antialdosteronici che aiutano l&#8217;organismo ad eliminare i sali e i liquidi accumulati nei tessuti che circondano le arterie.</div>
</li>
<li>
<div align="left">I beta-bloccanti che riducono la frequenza e la forza di contrazione del cuore.</div>
</li>
<li>
<div align="left">Gli alfa-bloccanti che dilatano i vasi per facilitare il flusso sanguigno.</div>
</li>
<li>
<div align="left">I calcio-antagonisti che, bloccando il trasporto di calcio nelle cellule, limitano la forza di contrazione del cuore e dilatano i vasi sanguigni.</div>
</li>
<li>
<div align="left">Gli ace-inibitori e gli inibitori dell&#8217;angiotensina II che intervengono sui sistemi di regolazione della pressione arteriosa che si trovano nel rene.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify">I farmaci hanno effetto solo se assunti regolarmente e il trattamento non deve essere mai interrotto senza aver prima consultato il proprio medico (3).&nbsp;</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>EFFETTI BENEFICI DELL&#8217;ATTIVIT&Agrave; FISICA SULL&#8217;IPERTENSIONE</strong></p>
<p align="justify">Non esistono dubbi sull&rsquo;utilit&agrave; dell&rsquo;attivit&agrave; fisica nel trattamento dell&rsquo;ipertensione arteriosa. Alcuni studi recenti hanno quantificato in 5-6 mmHg la diminuzione del valore pressorio sia sistolico che diastolico, favorita da un allenamento aerobico assiduo e continuativo. Gli effetti benefici dell&#8217;allenamento sono dovuti a numerosi fattori tra cui i pi&ugrave; importanti sono:</p>
<p align="justify">1- Aumento del numero di capillari a livello muscolare e cardiaco (capillarizzazione) dove lo sviluppo del microcircolo coronarico allontana il rischio di angina ed infarto.</p>
<p align="justify">2- Maggiore apporto di sangue ed ossigeno a tutti i tessuti ed in particolare al muscolo cardiaco.</p>
<p align="justify">3- Riduzione dello stress sia transitorio che a lungo termine grazie al rilascio di sostanze euforizzanti che intervengono nella regolazione dell&rsquo;umore (endorfine).</p>
<p align="justify">4- Riduzione delle resistenze periferiche sia grazie alla riduzione dell&#8217;attivit&agrave; di alcuni ormoni e dei loro recettori (catecolamine), sia grazie all&#8217;aumento del letto capillare.</p>
<p align="justify">5- Effetto positivo sugli altri fattori di rischio che l&#8217;attivit&agrave; fisica svolge su altre patologie che spesso si associano o causano l&rsquo;ipertensione come diabete, dislipidemie ed obesit&agrave;.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L&#8217;esercizio fisico utile per la prevenzione e la cura dell&#8217;ipertensione deve essere di tipo aerobico o cardiovascolare: deve cio&egrave; essere un&#8217;attivit&agrave; fisica di endurance svolta a media intensit&agrave; (40-70% del VO2max).</p>
<p align="justify">Tipici esempi di lavoro cardiovascolare sono la marcia, il jogging, la corsa, il nuoto di resistenza ed il ciclismo. Per essere veramente efficace, l&#8217;esercizio fisico, va ripetuto per almeno tre volte alla settimana. Il massimo effetto benefico lo si ottiene con 5 sedute settimanali, anche se le differenze, in termine di calo pressorio, non sono significative. In questo caso migliorano invece i benefici sulla riduzione del peso corporeo e l&#8217;efficacia del sistema cardiovascolare. L&#8217;attivit&agrave;, per essere efficiente, deve protrarsi per almeno 20-30 minuti, possibilmente senza interruzioni. Anche in questo caso i risultati migliori si ottengono con un impegno superiore (40-50 minuti). Al di sotto dei venti minuti gli effetti positivi calano considerevolmente (4).</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>POTENZIALI RISCHI DELLA PRATICA SPORTIVA NELL&#8217;IPERTESO</strong></p>
<p align="justify">La letteratura riporta una maggiore prevalenza di accidenti cardiovascolari durante l&rsquo;esercizio fisico nell&rsquo;iperteso rispetto alla popolazione generale. In effetti le variazioni emodinamiche che si verificano durante un esercizio di tipo isotonico come un aumento della frequenza cardiaca, della gittata sistolica e un aumento della pressione sistolica, comportano un notevole aumento del consumo di ossigeno del miocardio e possono costituire un rischio rilevante per il soggetto iperteso, soprattutto se &egrave; presente una ridotta riserva coronarica.</p>
<p align="justify">A ci&ograve; va aggiunto che lo sforzo aumenta la vulnerabilit&agrave; ventricolare e che l&rsquo;iperteso ha una maggiore prevalenza di aritmie ventricolari rispetto al normoteso. Ancora non &egrave; confermata la possibilit&agrave; che il training fisico produca nell&rsquo;iperteso un ulteriore aumento della massa ventricolare sinistra gi&agrave; ipertrofica, molti studi hanno osservato che allenamento ed ipertensione non producono effetti sommatori nei confronti dell&rsquo;ipertrofia anzi l&rsquo;allenamento sarebbe in grado di ridurre l&rsquo;entit&agrave; dell&rsquo;ipertrofia nell&rsquo;iperteso, probabilmente, per una riduzione del tono adrenergico pi&ugrave; accentuata nelle attivit&agrave; di tipo aerobico (5).</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>CARDIOPATIA IPERTENSIVA E CUORE D&#8217;ATLETA</strong></p>
<p align="justify">Oggi risultano essere ben chiare le modificazioni indotte sull&rsquo;apparato cardiovascolare dall&rsquo;ipertensione arteriosa, infatti sia l&rsquo;impatto emodinamico, conseguente agli elevati valori pressori, sia la stimolazione di meccanismi neuroumorali, in grado di modulare la crescita di cellule muscolari lisce, possono essere implicati nella genesi delle alterazioni strutturali cardiovascolari. L&rsquo;aumento prolungato delle resistenze periferiche e del postcarico, tipico dell&rsquo;ipertensione arteriosa, stimolano un progressivo ispessimento della parete del&nbsp;ventricolo sinistro.</p>
<p align="justify">L&rsquo;aumento della massa cardiaca e la comparsa di ipertrofia ventricolare, utili meccanismi di adattamento nelle fasi iniziali della patologia, predispongono, tuttavia, alla comparsa di importanti manifestazioni cliniche come lo scompenso cardiaco, le aritmie ventricolari e la cardiopatia ischemica. Il significato prognostico sfavorevole dell&rsquo;ipertrofia ventricolare sinistra &egrave; valido sia quando la diagnosi &egrave; posta mediante ECG, sia quando essa &egrave; evidenziata dalla metodica ecocardiografica che risulta pi&ugrave; specifica e ripetibile nel tempo. L&rsquo;impiego dell&rsquo;ecocardiografia ha permesso di descrivere diverse forme di adattamento geometrico del ventricolo sinistro all&rsquo;aumento del carico pressorio.</p>
<p align="justify">Si parla di ipertrofia concentrica quando lo spessore della parete cardiaca aumenta a spesa del volume della cavit&agrave; ventricolare sinistra mentre si parla di ipertrofia eccentrica quando la parete del ventricolo sinistro tende ad ispessirsi lontano dall&rsquo;asse centrale della cavit&agrave;. Alla luce di tali considerazioni &egrave; evidente come la cardiopatia ipertensiva possa talvolta porre problemi di diagnosi differenziale con il cuore d&rsquo;atleta, dove il rimodellamento cardiaco &egrave; causato dall&rsquo;aumento della portata cardiaca (che durante sforzo supera i 30 l/min) e della pressione arteriosa sistolica (che durante sforzo supera i 200 mmHg). Il primo dei dati da valutare &egrave; proprio anamnestico, infatti, non pu&ograve; essere considerato normale un quadro di aumento della massa ventricolare sinistra in un soggetto che da poco abbia iniziato un&rsquo;attivit&agrave; sportiva o che pratichi sport in maniera incostante.</p>
<p align="justify">Ulteriori elementi differenziali derivano dallo studio della funzione diastolica. Nell&rsquo;atleta le fasi di rilasciamento e riempimento ventricolare non subiscono variazioni in presenza di ipertrofia fisiologica del ventricolo sinistro, addirittura il riempimento ventricolare sinistro &egrave; pressoch&eacute; completo gi&agrave; in protodiastole (6), mentre le propriet&agrave; diastoliche del miocardio ventricolare sinistro sono compromesse nell&rsquo;ipertrofia patologica. Infine &egrave; da sottolineare come le modificazioni del decorso e del calibro dei vasi coronarici subepicardici, caratterizzati da aumento in lunghezza, riduzione di calibro e tortuosit&agrave;, responsabili della riduzione di riserva coronarica nel soggetto iperteso, siano ben differenti dalle modificazioni normofunzionali del circolo coronarico indotte dall&rsquo;esercizio fisico e caratterizzate da un aumento del calibro e da una riserva vasodilatatoria superiore rispetto ai soggetti non allenati. Queste caratteristiche assieme alla rapida regressione delle modificazioni morfofunzionali che si verifica con il detraining contribuiscono a distinguere l&rsquo;ipertrofia fisiologica del cuore d&rsquo;atleta dall&rsquo;ipertrofia indotta dai patologici incrementi dei valori pressori (7).</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p align="justify">Gli studi epidemiologici hanno da tempo confermato la relazione inversa tra pratica sportiva e livelli pressori. Sia in soggetti normotesi che ipertesi anche un&rsquo;attivit&agrave; a modesto impegno cardiovascolare, purch&eacute; praticata assiduamente, &egrave; in grado di sviluppare un significativo effetto ipotensivo. &Egrave; buona norma praticare una completa visita medico-sportiva prima di iniziare una costante attivit&agrave; fisica per evitare di incorrere nei potenziali rischi che la pratica sportiva pu&ograve; indurre in un soggetto gi&agrave; a rischio come &egrave; soggetto iperteso rispetto ai soggetti sani.&nbsp;</p>
<p align="justify">
<p align="left"><strong>BIBLIOGRAFIA</strong></p>
<p align="justify">1. Mancia G.: <strong>Ipertensione e trombosi </strong>&#8211; tratto da <a href="http://www.trombosi.org/">www.trombosi.org</a></p>
<p align="justify">2. Guiducci U., Tortorella G.: <strong>Problemi cardiologici nella popolazione sportiva </strong>&#8211; da sz. 19 cap. &#8220;Cardiologia dello sport&#8221; da &#8220;Trattato di Cardiologia&#8221; volume 3&deg; a cura dell&#8217;ANMCO</p>
<p align="justify">3. Mancia G.: <strong>Ipertensione e trombosi </strong>&#8211; tratto da <a href="http://www.trombosi.org/">www.trombosi.org</a></p>
<p align="justify">4. Ipertensione e attivit&agrave; fisica &#8211; tratto da <a href="http://www.my-personaltrainer.it/">www.my-personaltrainer.it</a></p>
<p align="justify">5. Guiducci U., Tortorella G.: <strong>Problemi cardiologici nella popolazione sportiva </strong>&#8211; da sz. 19 cap. &#8220;Cardiologia dello sport&#8221; da &#8220;Trattato di Cardiologia&#8221; volume 3&deg; a cura dell&#8217;ANMCO</p>
<p align="justify">6. Ferritto L., De Risi L.: <strong>Il Cuore d&rsquo;Atleta, oltre i limiti della natura </strong>(2008)</p>
<p align="justify">7. Guiducci U., Tortorella G.: <strong>Problemi cardiologici nella popolazione sportiva </strong>&#8211; da sz. 19 cap. &#8220;Cardiologia dello sport&#8221; da &#8220;Trattato di Cardiologia&#8221; volume 3&deg; a cura dell&#8217;ANMCO</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em>Tutti i diritti sono riservati all&rsquo;autore dell&rsquo;articolo.<br /> La riproduzione dell&rsquo;articolo intero o parziale &egrave; vietata previa autorizzazione scritta dell&rsquo;autore.<br /> Dott. Luigi Ferritto<br /> Dipartimento di Medicina Interna &ndash; Ambulatorio di Fisiopatologia dello Sport</em></p>
<p align="justify"><em>Clinica &ldquo;Athena&rdquo; Villa dei Pini &ndash; Piedimonte Matese (CE)</em></p>
<p><em>Copyright &copy; <a href="http://www.duallia.com/">www.duallia.com</a> </em><br /><em> Tutti i diritti sono riservati &#8211; All rights reserved</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
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